Le metodiche utilizzate per la valutazione dell’età su vivente sono ovviamente limitate dal fatto che l’esame medico da effettuare non deve essere eccessivamente invasivo. Si ricorre pertanto a metodiche radiografiche, differenti a seconda dell’età presunta del soggetto. Usualmente la richiesta riguarda il fatto che un soggetto abbia superato o meno il quattordicesimo anno di età, sia maggiorenne o no o abbia raggiunto l’età pensionabile.
Per quel che attiene il quattordicesimo anno di età le metodiche dentarie si basano generalmente sul grado di sviluppo dei primi sette elementi dentari permanenti, spesso osservati su di una radiografia panoramica. Esistono metodiche basate sul confronto morfologico dei vari elementi in formazione con delle schematizzazioni riportate in atlanti, metodiche basate su punteggi raggiunti dagli elementi dentari a seconda del loro grado di sviluppo e metodiche quantitative che tentano di quantificare una variabile biologica e di correlarla all’età del soggetto.

 

 

 

 

 

 

La soglia dei diciotto anni è di più difficile indagine in quanto l’unico elemento dentario che si può prendere in considerazione è il dente del giudizio, l’unico in accrescimento in questo periodo della vita. Le metodiche normalmente utilizzate si basano ancora una volta sul confronto con atlanti e ultimamente, in seguito a recenti pubblicazioni, anche su qualche considerazione quantitativa.
Le metodiche dentarie sono spesso associate a indagini relative allo sviluppo scheletrico che prendono in considerazione alcuni distretti anatomici quali il la mano, polso, la clavicola, le coste, lo sterno….

 

 

 

 

 

Una volta che i denti del giudizio hanno completato la formazione delle loro radici la dentatura è giunta a completa e definitiva maturazione, ma alcune modificazioni proseguono all’interno degli elementi dentari per tutto il corso della vita. In particolare la parte calcificata interna del dente diviene di dimensioni sempre maggiori rendendo lo spazio a disposizione per i tessuti molli del dente sempre minore. La “camera pulpare” e i “canali radicolari” divengono sempre più piccoli, cosa facilmente investigabile con una semplice radiografia endo orale.
Esistono quindi metodi che si basano sulla quantificazione di questo fenomeno correlato all’età del soggetto.

 

 

 

 

Il quesito inerente l’età non sempre riguarda il raggiungimento di una determinata soglia di interesse legale (10, 14, 16, 18, 21, 65..)ma può riferirsi anche all’età in assoluto riassumendosi in una domanda del tipo : “quanti anni ha questo individuo?”
Si deve sempre ricordare che nel mondo forense l’interesse è rivolto all’età cronologica e ciò che si può investigare è invece l’età biologica di un soggetto. La legge è cioè interessata alla precisa data di nascita di un soggetto (che ovviamente mai si potrà individuare); gli strumenti a disposizione danno informazioni circa il grado di sviluppo e “usura” di un organismo che non sempre corrisponde agli anni vissuti.
Ogni metodo è pertanto caratterizzato da un errore (che arriva anche a più di dieci anni nel caso di metodiche per soggetti adulti) che deve essere sempre preso in considerazione e chiaramente illustrato.
La comunità scientifica discute inoltre molto dell’influenza razziale, alimentare, socio-economica e di patologie sullo sviluppo dentario ( e scheletrico) invitando gli operatori a prendere in considerazione tutti questi aspetti, soprattutto l’origine etnica dei soggetti da valutare.